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Animali da compagnia: le chiocciole

Chiocciole da compagnia

Quando si pensa agli animali da compagnia, vengono in mente cagnolini e gattini, magari criceti e conigli. In realtà, anche un animale molto comune nei nostri giardini e prati può diventare un ottimo animale da compagnia di cui prendersi cura: le chiocciole.

Le chiocciole da giardino (il cui nome scientifico è Helix Aspersa) non vanno confuse con le loro “cugine” lumache: si tratta, per intenderci, di “quelle con il guscio“. Dopo un po’ di pioggia è facile trovarle nei prati, negli orti e nei giardini e, con un po’ di attenzione è possibile farle vivere felici anche in casa nostra.

Per allevare la tua chiocciola, avrai bisogno di:

  • Teca in vetro o plastica di circa 35Lx25Px20H cm. Non hanno bisogno di grandi spazi, ma chiuse in un barattolo si rinchiuderebbero nel guscio entrando in modalità  “riposo”. Se l’ambiente gli è ostile, utilizzano questo metodo per conservare energie per tempi migliori, possono restare “a riposo” molto a lungo, quindi l’ideale e concedere loro un habitat “chiocciola friendly”, per vederle gironzolare, mangiare, bere o interagire tra loro.
  • Fibra di cocco (grana grossa) o torba (viene venduta in panetti da ammollare con acqua, da 4 L) Servirà per creare una base adatta su cui adagiare le chiocciole. La fibra di cocco a grana grossa è la più indicata perché anche da umida non si compatta e resta morbida e sgranata.
  • Sassi di varie  misure (possibilmente con superficie liscia: la mucosa e l’elasticità muscolare delle chiocciole le rende molto resistenti anche alle superfici ruvide, ma meglio agevolarle che ostacolarle.
  • Contenitore per l’acqua: deve essere basso in modo che non possano immergersi, o rischiano di affogare. Se non trovate un contenitore basso, posizionare alcuni sassi nell’acqua in modo che le chiocciole possano bere senza entrare nell’acqua col corpo. (il tappo di un barattolo da conserva andrà benissimo, interratelo in modo che non si rovesci)
  • Rami lisci o pezzi di corteccia: le chiocciole amano arrampicarsi, stare all’ombra e dormire a testa in giù. Arredare la teca con rami e corteccia rederà il loro soggiorno più piacevole.
  • Cibo: nonostante mangino letteralmente di tutto e siano piuttosto voraci, i loro cibi preferiti sono le verdure verdi a foglia larga, prima fra tutte la lattuga. Prediligono i gusti dolci a quelli amari, quindi tra lattuga e radicchio sceglieranno la lattuga, ma in tempi di magra anche il radicchio o qualche foglia selvatica raccolta da prato andranno benissimo. Potete dar loro anche bucce di mela, carote e zucchine, ma senza esagerare.
  • Integratore di calcio: alle chiocciole serve integrare calcio per poter rinforzare ed espandere il loro guscio, che cresce con loro. La soluzione migliore è posizionare un osso di seppia nella teca, lasciandolo a loro disposizione. Se non lo si dovesse trovare, si possono utilizzare i gusci delle uova (Procedimento: conservare i gusci delle uova usate per cucinare; rimuovere la pellicola interna che tiene “legato” il guscio; sminuzzare il guscio con un pestacarne, con un cucchiaio o ancor meglio con un piccolo frullatore o minipimer). I gusci possono essere sparsi sulla fibra di cocco nella teca ma io consiglio di metterli in un tappo da conserva (come quello per l’acqua), in maniera che sia più fruibile e sporchi meno la teca;
  • Umidità: avrete notato che le chiocciole fanno spesso la ,oro comparsa nei giardini nei giorni di pioggia: i gasteropodi amano il clima umido, quindi è importante mantenere umida la teca. Basta bagnarsi le mani e lasciarlesgocciolare nella teca, o spruzzare l’interno della teca con un nebulizzatore, una o più volte la settimana a seconda del clima esterno e della stagione. La fibra di cocco deve essere solo leggermente umida e non zuppa d’acqua, o ammuffirà facilmente.
Chiocciole da compagnia

Cosa bisogna fare per prendersi cura delle chiocciole?

Le chiocciole sono animali particolarmente tranquilli, sebbene siano molto attivi: non fanno rumore (anche se, facendo silenzio, potrete sentirle sgranocchiare la lattuga), non puzzano (a patto che non si lascino marcire le verdure nella teca o ammuffire la torba/fibra di cocco) e sono piuttosto resistenti ed autosufficienti; non sarà un problema se dovrete partire per le vacanze, perché se si dovessero trovare senza cibo o senza acqua per qualche giorno, non sarebbe un problema per loro. Semplicemente si chiuderebbero nel loro guscio ed aspetterebbero. Sono molto socievoli e gradiscono passeggiare sulle vostre mani, pur che facciate attenzione a trattare con cura il loro guscio. Vi sorprenderete di quanto apprezzeranno un po’ di “grattini” delicati sotto il mento, ringraziandovi sollevando la testa ed allungandosi per seguire il vostro dito.

Cosa NON bisogna fare per prendersi cura delle chiocciole?

  • Non fare cadere le chiocciole, il guscio, loro protezione primaria, potrebbe rompersi;
  • Non schiacciarle nelle mani: per spostarle non serve stringerle tra le dita, sono bestiole molte lente, non scapperanno da nessuna parte!
  • Non tirarle bruscamente per spostarle da una superficie a cui sono appese: troverete le chiocciole appese ai sassi, alle pareti della teca, al coperchio, ai rami: per spostarle basterà  prenderle delicatamente tra le dita e tirare debolmente: si staccheranno con facilità, rientrando nel guscio o restando fuori, per vedere dove vorrete posizionarle;
  • Non picchiettare le loro antenne: è vero, è singolare osservare come ritraggano le antenne a contatto con una superficie, ma un conto è se lo fanno loro, tutt’altra storia è farlo appositamente: darete loro fastidio, si spaventeranno e rischierete di far loro del male. La parola d’ordine con le chiocciole è DELICATEZZA;
  • Non andare nel panico se vi lasciano un poco di bava sulla pelle: oltre ad essere terapeutica ed avere forti proprietà cicatrizzanti e sfiammanti , la bava delle chiocciole è assolutamente innocua. A differenza della bava di lumaca (ovvero dei gasteropodi cugini delle chiocciole ma privi di guscio), molto più collosa e densa, la bava delle chiocciole si secca in pochi istanti all’aria e può essere eliminata dalle mani semplicemente sfregandole tra loro.
Chiocciole da compagnia

RACCOMANDAZIONI PER LA SALUTE:

Nonostante le chiocciole da giardino non siamo in alcun modo nocive, hanno una flora batterica che potrebbe non essere ideale per l’essere umano (esattamente come ogni altro animale); E’ quindi raccomandabile non avvicinarle alla bocca e lavarsi sempre le mani dopo aver interagito con loro (come fareste coccolando un criceto, una cavia, un cavallo o chi per essi).

Siete pronti per diventare amici di una chiocciola?

Boardgaming is not for girls

Il mondo del gioco e dei giocatori è sempre stato considerato di nicchia. In parte è senz’altro una questione di numeri, in Italia più di altri paesi, ma credo che sia anche una questione di “rumore”, inteso come risonanza, immagine: chi ama il calcio, va alle partite. Chi ama ballare, va in discoteca. Chi ama giocare, si chiude in casa (si pensa). E se magari non ti piace nemmeno il calcio, l’etichetta di sfigato, o nerd come dicono gli americani, ti si appiccica addosso insieme a tutti quei luoghi comuni che si fanno fatica a togliere. A discriminazione si aggiunge discriminazione quando si dice che “giocare ai giochi da tavolo non è una cosa da ragazze”.

“Who is she?” di Zuzia Kozerska-Girard

In realtà, alcuni giochi da tavolo sono stati addirittura pensati e prodotti per sensibilizzare il pubblico riguardo temi importanti, incluso il tema dei diritti delle donne, come ad esempio “Who is she?” una variante del famoso gioco “Indovina chi?” della designer polacca Zuzia Kozerska-Girard che ha deciso di sostituire i buffi personaggi del classico MB con personaggi femminili di successo, utilizzando proprio i loro traguardi come elementi per indovinarne l’identità; o ancora Ms. Monopoly del colosso americano Hasbro, dove la nipote dell’iconico omino con i baffi della scatola tradizionale cambia le regole del gioco, facendo guadagnare di più le donne (e, di conseguenza, ragionare su quanto spesso nella nostra società avvenga proprio il contrario, senza nessun legame con i meriti delle persone).

Nella mia esperienza come giocatore ed educatore ho sempre cercato di utilizzare il gioco proprio come strumento educativo, con tutti; ovviamente perché un approccio divertente è più efficace di qualcosa di rigido ed imposto, ma anche perché il gioco è sempre specchio di quel che accade “fuori” dal tavolo: se non rispetti le regole nessuno si diverte, se ti prendi l’impegno di una partita hai la responsabilità di finirla, la libertà del tuo turno inizia e finisce con il turno degli altri… somiglia molto alla base del vivere civile, vero? Così come “se ti piace un gioco, non può essere il tuo genere ad impedirti di giocare”.

La copertina del gruppo DD&D illustrata da Rosemary Monticelli

La discriminazione può avere tante facce, tante sfumature, ma è fatta di tratti comuni e caratteristici: analizzarli fuori dagli schemi e dai contesti a cui siamo abituati può aiutare a farci riflettere. Il gruppo di studio DD&D – Donne, dadi e dati (nome che strizza l’occhio al nome del celebre gioco di ruolo D&D – Dungeons and Dragons) ha voluto proprio fotografare ed analizzare quanto la discriminazione di genere sia presente nei giochi di ruolo oggi. Abbiamo intervistato Martina, che fa parte di questo gruppo di ricerca:

  1. Chi sei?

Ciao! Sono Martina, parmigiana di 33 anni. Nella vita mi occupo di comunicazione e marketing, sono mamma di una splendida bimba di 7 anni, oltre che attrice di improvvisazione teatrale e un’attivista per tutte le minoranze nel tempo libero.Ho iniziato a giocare ai giochi da tavolo quando ero piccolina, ma solo nell’adolescenza ho scoperto il gioco di ruolo dal vivo, i GDR da tavolo e i boardgame intelligenti. È stato subito amore. Ora promuovo il gioco intelligente e l’inclusione grazie a DD&D.

  1.  A cosa giochi?

Attualmente sto giocando una bellissima campagna di “Cuori di Mostro“, un gioco di ruolo che parla di mostri adolescenti, dove abbiamo scelto di interpretare tutti personaggi con disabilità fisica o mentale, per provare a metterci nei panni di chi le vive tutti i giorni. Gioco anche una campagna di “Never tell me the Odds“, un gioco di narrazione fantascientifico.

I lunedì e i venerdì giochi da tavolo con l’associazione Comelasfoglia.

  1. Cos’è DD&D?

Donne, dadi & dati è nato nel 2018, è il primo gruppo di ricerca italiano sul gioco di ruolo in ottica transfemminista queer intersezionale, con l’esigenza di studiare e contrastare le discriminazioni (in particolare sulla base di genere, orientamento sessuale, etnia, disabilità, stato sociale) nella community italiana del GDR in tutte le sue forme (da tavolo, dal vivo, online). All’interno del gruppo ci sono persone da ogni background professionale che condividono, oltre la passione per il gioco di ruolo, la voglia di lottare contro le discriminazioni delle minoranze.

  1. Perché il nome “Donne, dadi & dati”?

Donne: il nucleo originario del gruppo era composto esclusivamente da persone adulte che si riconoscono nel genere femminile, e questo ci è parso tanto significativo da meritare di essere sottolineato nel nome stesso del progetto, anche se il gruppo è aperto a persone di ogni genere ed età;

Dadi: la realtà che si intende indagare è quella del gioco di ruolo

Dati: lo scopo principale del gruppo è la ricerca, raccogliendo e interpretando dati statistici

Naturalmente, l’assonanza dell’acronimo DD&D con D&D è voluta 🙂  

Il logo di DD&D – Donne, dadi e dati
  1. Cosa si intende per “transfemminismo queer intersezionale”?

Questo concetto parte da quello di “femminismo”, cioè il movimento politico e culturale che ha come fine ultimo il riconoscimento di pari dignità e diritti per uomini e donne, e lo estende; per “transfemminismo” si intende infatti un transfemminismo che parte dalla rivendicazione dei percorsi di transito (siano essi relativi all’espressione dell’identità di genere per le soggettività trans*, che al transito spaziale tra regioni geografiche per le soggettività migranti) per ampliare la classe delle identità oppresse, unite contro le oppressioni societarie.

Questo femminismo è dunque inevitabilmente anche “queer”, termine-ombrello diffusosi nella lingua inglese prima come termine discriminatorio, come insulto, e oggi fieramente reclamato da una parte della comunità LGBT+ e non solo; con il significato letterale di “insolito, eccentrico, non lineare”, si rivela sempre più adatto a far sentire parte di una comunità non etero-normativa le persone che fino ad oggi non si consideravano da essa pienamente rappresentate, in particolare in caso di identità di genere e orientamenti sessuali non binari; “intersezionale”, infine, si vuole evidenziare il fatto che ogni individuo può essere discriminato a causa della sua appartenenza a molteplici minoranze, anche contemporaneamente, e che quindi un femminismo davvero efficace deve contrastare l’oppressione di tutte le minoranze (sessismo, omo-bi-transfobia, xenofobia, razzismo, abilismo, classismo).

  1. Di cosa vi occupate? Come lo fate?

Lavoriamo su diverse aree:

  • Attività di ricerca: studi sulle discriminazioni e le rappresentazioni di genere e orientamento sessuale (ma non solo)
  • Traduzione e divulgazione: traduciamo articoli e saggi internazionali sul GdR o il gaming e li rendiamo disponibili; proponiamo riflessioni sulle identità e ruoli nel gioco con la community che ci segue.
  • Pubblicazioni e convegni: partecipiamo a convegni scientifici e pubblichiamo le nostre ricerche, per es. La ricerca sulle discriminazioni pubblicata su “Fuori dal dungeon: genere, razza e classe nel gioco di ruolo occidentale”.
  • Progetti ed eventi: partecipiamo ad eventi di divulgazione e gioco organizzato per far giocare dei GdR inclusivi e che trattano tematiche di discriminazione; Presenteremo alla fiera di settore Modena Play  “Spazio sicuro”, un progetto volto a fornire strumenti di supporto per realtà ludiche che vogliono costruire uno spazio sicuro e inclusivo anche nei momenti di gioco.

Con questo lavoro ci si augura di poter arrivare, come giocatrici e giocatori, ad acquisire maggior consapevolezza e sensibilità nei confronti dell’ altr* al tavolo di gioco, così da rendere la community maggiormente inclusiva e accogliente per tutte, tutti, tutt*.

  1. Credi che ci siano discriminazioni di genere/verso i giocatori?

Dipende dall’ambiente di gioco. Le discriminazioni sono diffuse in modo capillare, in quanto permeano interamente il tessuto sociale, quindi c’è da aspettarsi che il mondo del gioco ne sia influenzato come il resto del mondo. Proprio come il resto del mondo, però, a fare la differenza è l’ambiente specifico. Quindi si lavora in questo senso, cercando di sensibilizzare sul tema e di rendere attenti i giocatori e le giocatrici sia nell’evitare, che nel riconoscere questi fenomeni. Ci sono anche delle note positive. Rispetto ad altri ambienti,  il nostro è a mio avviso uno di quelli in cui sono più attive attenzioni di un certo tipo, atte ad evitare fenomeni discriminatori. Per esempio ci sono alcune comunità particolarmente attive sull’argomento e anche nel mondo fieristico sono attenti a questi temi.

Potete approfondire leggendo qui la nostra ricerca sulle discriminazioni.

  1. Hai avuto esperienze di questo tipo?

Personalmente credo di essere stata abbastanza fortunata nell’aver trovato attualmente dei gruppi di gioco molto sereni e inclusivi. Durante gli anni però è successo, per esempio, di ricevere molestie sessuali da parte di sconosciuti nei giochi di ruolo dal vivo, con la scusa “il mio personaggio si comporta così”, oppure banalmente – ma molto frequente – di essere sottovalutata in bravura nei giochi perché sono donna.

9. Quali azioni secondo te andrebbero fatte per “migliorare”

Credo che il dialogo sia sempre la forma corretta per cercare di risolvere un problema. Spesso questi comportamenti sono intrinsechi nelle persone, causati dall’abitudine della società a discriminare. Se si apre un dialogo c’è buona possibilità di fare capire un punto di vista nuovo. Non è sempre possibile, ma noi siamo qui per aiutare 🙂

10. Credi che attraverso il gioco si possa trasmettere questo tipo di riflessione?

Assolutamente sì! Sia in alcune dinamiche che avvengono proprio all’interno del gioco stesso, per cui stiamo costruendo il progetto spazio sicuro, sia nell’utilizzo del gioco come veicolo di informazioni per combattere le discriminazioni. Credo che il gioco (da tavolo o dal vivo) sia una forma importantissima di apprendimento. Sin da piccoli impariamo a fare il gioco “facciamo finta che…” e costruiamo storie e impariamo a comportarci come dei personaggi. E mettersi nei panni di qualcuno (buono, o cattivo) aiuta a capire nuovi punti di vista.

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.

Platone

Fonti: https://realwomenofgaming.com/2018/01/09/it-takes-a-village-board-game-grrls-and-the-importance-of-women-gaming-groups/

Il Bello dalla Finestra

Quando si è obbligati a stare a casa, per un motivo o per l’altro, non si può fare a meno di pensare al “fuori. A quello che ci piace fare, alle persone che vogliamo incontrare, magari anche solo per la voglia di prendere una boccata d’aria.

E qualunque sia la nostra casa, la prima maniera che ci viene in mente per dare uno sguardo a tutto quello che di bello ci può essere oltre le nostre mura è proprio guardare dalla finestra. Magari per scoprire qualcosa che vediamo tutti i giorni, ma con occhi nuovi. Qual’è il vostro “bello” dalla finestra?

Ana, Claudia, Eros, Giulia, Ilaria, Nico, Simone e Yassine

Finché esisteranno finestre, l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà.

Amélie Nothomb

Il gioco da casa: cos’è il Print and Play

Giocare è bello. Ci fa divertire, ci fa condividere il nostro tempo con gli altri ed è un bel modo per stare insieme. In questo periodo difficile dove non possiamo incontrare gli altri e cercare giochi nei negozi, nelle biblioteche e nei centri giovani è comunque possibile giocare, anzi, è addirittura possibile creare un gioco da tavolo completo con carta, forbici e una stampante.

I giochi Print and Play infatti sono versioni, spesso complete, di giochi da tavolo che gli autori e gli editori mettono a disposizione per essere scaricate su un computer, stampate, ritagliate e giocate. A volte non solo con i membri della nostra famiglia ma anche con amici distanti, tramite le videochiamate. Di seguito, vi proponiamo una piccola selezione di quelli che ci sono piaciuti di più.

Kika – Board Game Geek

Board Game Geek
Questo sito in inglese, abbreviato spesso con BGG, è uno dei punti di riferimento più importanti per gli appassionati di giochi da tavolo e raccoglie centinaia di immagini, recensioni e istruzioni per altrettanti giochi. Nella vasta selezione di Print and Play suggeriamo Kika, un semplice ma interessante gioco astratto dove da due a quattro giocatori dovranno abbinare nel giusto ordine rombi colorati. Dopo aver fatto l’iscrizione gratuita al sito, puoi trovare tutti i file da scaricare a questo indirizzo.
Per chi invece vuole avventurarsi armato di spada a sfidare i mostri ma ha paura di dover tagliare troppi pezzettini, è stato recentemente tradotto in italiano A4 Quest, un gioco dove tutto il necessario è concentrato su di un solo singolo foglio. Più facile di così!

Sherlock Holmes – Asmodee

Asmodee
Questa grande casa editrice francese di giochi in scatola è attiva in tutto il mondo e, proprio in occasione di questa emergenza, ha reso disponibile una serie di titoli in versione Print and Play per dare a tutti la possibilità di giocare da casa. Tra tutti, suggeriamo Sherlock Holmes Consulente Investigativo, un gioco dove interpretando gli assistenti del celebre detective si dovranno raccogliere gli indizi e svelare il mistero. In questo caso per giocare a distanza basterà scaricare il materiale e videochiamare un gruppo di amici!

Shipwreck Aracana – PNP Arcade

PNP Arcade
Questo sito inglese raccoglie un gran numero di giochi, tutti in versione stampabile. L’assortimento è grande come temi, difficoltà e meccaniche ed è richiesta soltanto la registrazione gratuita al sito. Tra tutti segnaliamo Shipwreck Arcana, in particolare per le bellissime illustrazioni delle carte. In fondo anche l’occhio vuole la sua parte, no?

Kata Kumbas – Spaceorange42

Giochi di ruolo
Ancor più dei giochi da tavolo, i giochi di ruolo si prestano per essere giocati a distanza: essendo la narrazione il centro del divertimento, ogni strumento che si usa per comunicare è buono. Durante questo periodo tantissimi editori ed autori hanno messo a disposizione del materiale, tra tutti vogliamo però segnalare Kata Kumbas di SpaceOrange42, un gioco ambientato in una originale versione fantasy dell’Italia tra miti e leggende del folklore tradizionale. Per scaricarlo gratuitamente, si dovrà scegliere nel menù per l’acquisto la voce “solidarietà digitale“.

Europe 3020 – Comelasfoglia

Giochi indipendenti
Infine il Print and Play può essere utilizzato come modo per presentare nuovi giochi non ancora diffusi, come ad esempio l’associazione di Parma Comelasfoglia. L’ultimo gioco sviluppato è Europe 3020, dove i giocatori dovranno collaborare per ricostruire su lontano pianeta alieno i principi fondanti della Comunità Europea. Per scaricarlo, bisogna iscriversi alla newsletter e verrà automaticamente inviata una mail con i link per scaricare i file. Anche questo ci dimostra che “il bello” può essere molto più vicino di quanto pensiamo.

Il Federale ai tempi della Quarantena: Adornare il Presente

Il Centro Giovani Federale è un grande punto di riferimento per i ragazzi del #SanLazzaro. Non solo per i grandi spazi, i campi da calcio e il salone, non solo per la compagnia che abitualmente ci si può trovare ma anche per quello che rappresenta: un posto dove sentirsi a casa, dove sentirsi vicini.

Anche in questo periodo difficile, dove vicini proprio non si può stare, il Federale vuole dimostrare che c’è e aspetta tutti non appena sarà possibile; l’iniziativa con cui lo fa si chiama “Adornare il Presente” dove protagoniste sono le bustine del Té, normalmente anonimi strumenti quotidiani ma qui pezzi di una quotidianità ritrovata.

Il senso del laboratorio è quello di “abitare” un nuovo tempo segnato in gran parte dalla quotidianità e dalla routine che fornisce la possibilità e l’occasione di scoprire la propria natura creativa, arricchendo il tempo attraverso: gesti, pensieri ed azioni volti alla bellezza, ad un gesto di cura per sé e per gli altri.

Cosa ci faremo con le bustine?

Quando ci incontreremo di nuovo sotto i portici del Federale, cuciremo le nostre opere l’una con l’altra come se fossero dei piccoli haiku (poesie), per comporre l’abito della comunità un vestito che avrà i colori, i profumi i pensieri di tutti noi per riconoscerci e sentirci nuovamente parte della comunità.

Volete contribuire anche voi? Mandate la vostra foto al numero che trovate su Parma Ritrovata o sulla pagina Facebook del Federale

Interviste: Camilla e TikTok

TikTok è un social network nato in Cina che, in pochi anni, ha raggiunto incredibili vette di popolarità soprattutto tra i più giovani. L’anima di TikTok è condividere brevi video musicali (tra i 15 e i 60 secondi) e c’è chi, con i propri clip, raggiunge milioni di views e like. Una di queste “Tiktoker” è Camilla e noi abbiamo voluto intervistarla.

1- Chi sei?

Mi chiamo Camilla Bonardi, ho 16 anni, vado all’ Istituto Tecnico Giordani a Parma e abito nel quartiere San Lazzaro.

2- Come hai scoperto TikTok?

Ho scoperto TikTok grazie a dei miei amici.

3- Perché fai questa attività?

La faccio per divertimento, perché mi piace ballare e perché posso esprimere sempre un mio parere.

4- Quanto tempo ti impiega? Comporta altre attività oltre ai video?

Impiega tantissimo tempo, sembra davvero una cavolata, ma non la è.
Oltre ai video bisogna sempre dare un buon esempio e stare attenti a ciò che si dice; io sono una ragazza normalissima, ma se dico una cosa sbagliata è molto peggio che se venisse detta da una una ragazza uguale a me ma con meno follower.

5- Cosa comporta essere parte della community di TikTok?

Comporta tanto impegno, sacrifici, soldi per poter andare a tutti i raduni per vedere i fan e le persone che ti stanno vicino e tanto altro…

6- Quanto frutta? Che rapporto c’è tra follower e soldi?

Frutta davvero tanto, ma io non lo faccio per soldi.

7- Che obblighi comporta TikTok?

Se sei sotto un agenzia, ti danno degli input, ma non sei mai obbligato a fare nulla, anzi, puoi esprimerti come più ti piace ed è proprio questo il bello.

8- Che rapporto hai coi tuoi follower?

Ho un bellissimo rapporto con loro, sono un po’ come la mia seconda famiglia.

9- Pensi di avere delle responsabilità verso i tuoi coetanei?

Ne ho davvero tante, ripeto bisogna sempre dare il buon esempio.

10- Pro e contro di questa attività?

contro:
– sui social certe cose non le puoi più mettere(sempre per dare il buon esempio)anche se io in relatà sono sempre me stessa.
– quando esci con i tuoi amici i ragazzi e le ragazze ti fermano e per quanto sia bello a volte le persone violano la tua privacy.
– diciamo che non hai più una vita “normale” (non che questo sia tutto un contro..)
pro:
– hai tante persone che ti stanno affianco, ti sorreggono, ti aiutano…
– puoi dare il buon esempio e puoi vedere come le persone seguono il tuo esempio.
– puoi esprimere un pensiero, puoi consigliare, puoi fare ció che vuoi.

Perchè un Blog?

Il Bello di San Lazzaro vuole essere un punto di riferimento per le ragazze e i ragazzi del quartiere San Lazzaro a Parma, per chi frequenta il Centro Giovani Federale, per chi ci abita e ci vive.

Ma vuole essere un punto di vista diverso anche per chi pensa di conoscere il quartiere, lo etichetta e crede non ci sia niente di nuovo, di interessante. Di bello.

Il bello è una moda, una inziativa, un’idea, un pensiero diverso, una opinione che non viene dai soliti posti. E’ un luogo che dà voce a storie e persone che forse non tutti conoscono bene, una periferia che raccoglie e offre molto di più di quello che sembra.

E tu, sei sicuro di conoscere bene il quartiere?

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